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Ti è mai capitato di guardare la tua vita e pensare: "Perché capitano tutte a me?"
A volte cambiano le persone, i luoghi, le circostanze.
Eppure qualcosa sembra riportarci sempre nello stesso punto.
Una relazione che ripete dinamiche già vissute.
Una scelta che sembrava diversa.
Una paura che ritorna.
Un sogno che, lentamente, smettiamo persino di immaginare.
E poi ci sono quei momenti in cui tutto sembra fermarsi.
Cerchiamo una soluzione. Poi un'altra. Pensiamo, analizziamo, proviamo a prevedere ciò che accadrà. Finché rischiamo di convincerci che, se oggi non vediamo una via d'uscita, allora quella via d'uscita non esista.
Ma essere fermi non significa essere arrivati.
Perché capitano tutte a me? nasce dall'incontro tra esperienza personale, neuroscienze, psicologia, scienze cognitive, filosofia e teoria dei sistemi.
È un viaggio attraverso i meccanismi con cui costruiamo abitudini, interpretiamo ciò che ci accade e trasformiamo, spesso senza accorgercene, esperienze passate in aspettative sul futuro.
Pagina dopo pagina, una domanda ne apre un'altra:
Quanto di ciò che consideriamo inevitabile è davvero inevitabile?
Quanto appartiene agli eventi e quanto al modo in cui abbiamo imparato a guardarli?
Quando stiamo scegliendo e quando, invece, stiamo semplicemente seguendo una strada diventata familiare?
E come possiamo distinguere ciò che possiamo cambiare da ciò che, almeno per un momento, possiamo soltanto attraversare?
Questo libro parla di loop, percezione, paura, sicurezza, sogni, relazioni, possibilità e cambiamento.
Ma soprattutto parla di quella sottile differenza tra ciò che sta accadendo e ciò che abbiamo iniziato a credere che accadrà per sempre.
Perché qualche volta cambiare significa agire.
Altre volte significa scegliere una direzione diversa.
E altre ancora significa accettare di aver fatto tutto ciò che potevamo fare e lasciare spazio a ciò che deve ancora accadere.
Forse la domanda non è soltanto: "Perché capitano tutte a me?"
Forse ce n'è un'altra, capace di cambiare il punto da cui osserviamo la nostra storia:
"E se ciò che oggi mi sembra inevitabile fosse soltanto la strada che conosco meglio?"
Quando tutto sembra fermo, ma non è ancora finita.
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